ISTITUZIONI di DIRITTO ROMANO 
Lo status giuridico
Capacità giuridica
Capacità di agire
Deminutio Capitis Maxima

La locuzione latina deminutio capitis, tradotta letteralmente, significa diminuzione (dei diritti) del capo.

Per gli antichi romani la deminutio capitis comportava un prioris status permutatio,  ossia un mutamento nel precedente status civile della persona. Cominciamo dall'etimologia della parola Caput, testa o capo, di cui Capitis è il genitivo singolare.
"Diminuzione del Capo" o sottrazione del capo....o de-capitazione.
Caput è anche la radice della parola latina Captivus, schiavo, persona ridotta in condizione di totale asservimento, un senza diritti. Gli schiavi portavano catene al collo, quindi la testa era controllata da chi ne deteneva sostanziale possesso, di fatto e fisicamente.

La capitis deminutio era di tre specie:

-    maxima,  quando una persona perdeva la libertà diventando schiavo, privo di qualsiasi capacità giuridica, per effetto della prigionia di guerra, secondo alla quale Gaio afferma che determina una quiescenza della patria potestas perché il padre, tornando dalla prigionia, riacquista il suo status;

-    media, quando il soggetto esce per volontà del padre dai cives , diventando latino o peregrino: è la perdita della cittadinanza da parte del pater e fa venire meno la potestà perché lo straniero non la può esercitare su cittadini romani. In questo caso l’ estinzione della patria potestas è paragonabile ad una rinuncia alla stessa, perché il divenire cittadino di un’altra città per il figlio è dipeso dalla volontà del pater;

-    minima, dovuta ad ogni mutamento della posizione familiare del soggetto, non necessariamente in peius, che lo rende estraneo alla famiglia originaria di appartenenza: è l’effetto dell’adrogatio che fa estinguere la potestas del pater adrogatus e la fa acquistare all’adrogator.

Nel Diritto Romano l'Adrogatio, posta in essere dall'Adrogator  era quello strumento giuridico, in latino tardo detto Arrogazione, termine utilizzato anche oggi, che consentiva ad un cittadino romano di assumere sotto la propria Potestas  un altro cittadino libero e consenziente. Quest'ultimo entrava a far parte della Familia, divenendone un caput, un membro, un Filius Familiae

l'Adrogator però, doveva essere Sui Iuris, ovvero doveva detenere pieni diritti di potestà, essere un uomo libero a tutti gli effetti, per poter assumere nella famiglia un nuovo membro. 

Lo Status Familiae

Perchè è importante parlare dello stato familiare, se si vuole capire la Capitis Deminutio?
Perchè lo status civitis non era solo una condizione della Persona-Cives Romanus, ma era soprattutto una posizione patrimoniale, indissolubilmente legata a ciò che il Cives possedeva, poteva o non poteva possedere e a ciò che sarebbe stato in grado di tramandare alla discendenza in forma di eredità.

 

Ad esempio, la patria potestas poteva estinguersi anche a causa di tre tipi di capitis deminutiones del pater o dei filii familias, salva la reintegrazione in caso di postliminium , ossia con il venir meno dello status personae , inteso non come soggetto singolo, bensì riferito al gruppo di persone dal quale il soggetto stesso esce, gruppo familiare che viene deminuita di un caput.

Ricordo qui il modo corrente di definire un elemento del gregge o della mandria. Un capo di bestiame.

Il postliminium o ius postliminii era un vecchio principio del diritto romano che consentiva ai prigionieri di guerra, di ritorno dopo la cattività, di rientrare in possesso di tutti i pieni diritti di Cives Romanus. Una sorta di premio per aver difeso l'Impero anche con la prigionia.

Lo Status Personae,  la Capacità Giuridica e la Capacità di Agire in atti e contratti.

Per stabilire lo status personae era necessario che l’individuo fosse

1) libero

2) cittadino romano e

3) pater familiae 

Questi tre requisiti erano la conditio sine qua non per l’attribuzione di capacità giuridica, derivante quindi dallo status nei confronti dello ius libertatis, dello ius civitatis e dello ius familiae:

solo chi possedeva i tre status aveva la capacità giuridica e quella di agire 

Infatti, come si sa, nell’ordinamento romano non tutti erano liberi, c'erano liberi, schiavi e liberti.
Non tutti i liberi erano cittadini romani, perché i liberi si distinguevano, per quanto riguarda la cittadinanza, in cives, latini e peregrini  ed infine, i cittadini romani non erano tutti patres familias, perché si distinguevano i Patres familias e i Filii familias, come abbiamo visto, sotto la potestà dell'Adrogator.

I figli minori nati dal matrimonio e naturali, usciti dall'età dell'infanzia, per essere considerati liberi dalla patria potestà, dovevano ottenere l'Emancipatio da parte del loro tutore, dal Pater Familiae. Solo in quel caso, da liberi, avrebbero avuto accesso all'eredità dopo la morte del genitore.

Una volta compreso il meccanismo di attribuzione dei Diritti e dei Doveri, in epoca Romana, fonte del Diritto Italiano al giorno d'oggi, passeremo a capire come le cose siano cambiate ai giorni nostri.

Chi alla nascita anagrafica sia il Pater Familiae
Chi l'Adrogator
Chi conceda l'Emancipatio
e chi gli eventuali "diritti" del Cittadino, oltre ai doveri. Ma credo che già adesso, vi siate già fatti una mezza idea....

Intanto, sappiate che queste nozioni giuridiche di Diritto Romano sono note e materia di insegnamento anche nelle culture ispaniche ed anglosassoni. Perfettamente integrate e considerate fonti del diritto anche nei sistemi in Common Law.

 

 

 

 

 

 


«Si è radicato nella mente di tutti che il proprietario è assoluto padrone dei suoi beni, non tenendo conto del fatto che il fenomeno dell’edificazione produce effetti non solo sui beni in proprietà del privato, ma anche sui beni che sono in proprietà collettiva di tutti, come il paesaggio, che, essendo un aspetto del territorio, è in proprietà collettiva del popolo, a titolo di sovranità».



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